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L’economia italiana, come quella di molti paesi europei, si trova ad affrontare un periodo di transizione complesso. Le sfide globali, come le tensioni geopolitiche, l’inflazione e la transizione energetica, si intrecciano con dinamiche interne che richiedono risposte mirate. In questo contesto, l’analisi dell’andamento del Prodotto Interno Lordo (PIL) assume un ruolo cruciale per comprendere le traiettorie di crescita e le disparità regionali.
A livello europeo, l’Italia si confronta con partner che presentano ritmi di crescita diversi, influenzati da fattori strutturali e congiunturali. Le politiche economiche dell’Unione Europea, volte a promuovere la coesione e la competitività, offrono opportunità e vincoli che impattano sulle economie nazionali e regionali.
In questo scenario, la Calabria rappresenta un caso di studio interessante. La regione, pur mostrando segnali di ripresa, deve superare ostacoli storici e strutturali per allinearsi ai livelli di sviluppo delle aree più avanzate del paese e dell’Europa. L’analisi del PIL calabrese, quindi, non può prescindere da una lettura attenta delle dinamiche nazionali ed europee, al fine di individuare strategie efficaci per uno sviluppo sostenibile e inclusivo.
La Calabria ha registrato una crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) dell’1,2% nel 2023, un dato che, secondo il Rendiconto sociale dell’Inps Calabria, segna un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, questo incremento, pur positivo, non è sufficiente a colmare il divario con il resto del paese.
A livello nazionale, infatti, l’ISTAT stima una crescita del PIL dello 0,9% nello stesso periodo. Questo significa che la Calabria ha superato la media nazionale, ma è fondamentale considerare il contesto: la regione parte da una base economica più debole e il PIL pro-capite rimane tra i più bassi d’Italia.
Il settore delle costruzioni, sostenuto dagli incentivi governativi, ha avuto un ruolo chiave nella crescita regionale, così come l’agricoltura, con le sue produzioni di eccellenza. Tuttavia, le sfide demografiche rappresentano un ostacolo significativo. L’invecchiamento della popolazione e lo spopolamento, evidenziati dagli studi dell’ISTAT, frenano i consumi e limitano il potenziale di crescita.
Fenimprese Cosenza, con il suo presidente Benedetto Alessandro, sottolinea come il Mezzogiorno sia complessivamente più dinamico, ma la Calabria risenta dello spopolamento, che incide negativamente sui consumi. Allo stesso tempo, la SVIMEZ rileva, come in questo periodo, il prodotto interno lordo del sud supera la media nazionale, evidenziando le potenzialità della nostra regione.
——- La situazione nella provincia di Cosenza ———
La provincia di Cosenza presenta un quadro economico complesso. Secondo i dati disponibili:
Il PIL pro-capite della provincia di Cosenza si colloca tra i più bassi a livello nazionale e regionale. Questo dato è confermato da analisi come quelle del Sole 24 Ore, che pongono la provincia in posizioni di retroguardia nelle classifiche nazionali, tuttavia, è importante notare che ci sono dinamiche economiche locali che mostrano segnali di vitalità. Ad esempio, alcuni comuni della provincia registrano redditi pro-capite superiori alla media regionale, come Rende e la stessa città di Cosenza.
Inoltre, i dati della Camera di Commercio di Cosenza mostrano come il valore aggiunto pro-capite della provincia abbia registrato incrementi negli ultimi anni, evidenziando una certa dinamicità del tessuto economico locale.
La crescita del PIL in Calabria e nella provincia di Cosenza è un segnale positivo, ma è essenziale affrontare le sfide strutturali per garantire uno sviluppo duraturo e colmare il divario con il resto del paese.
Benedetto Alessandro – Presidente Fenimprese.Cosenza